Frustrazione? Resistere per Esistere!
di Piero Torre *
Cari amici, dopo essermi confrontato con numerosi colleghi, mi accingo a scrivere l’articolo per lo spazio “Riabilitazione parliamone” del corrente mese ed ho la netta sensazione che lo stato psicologico che avvolge molti di noi sia quello di una dilagante frustrazione.
Cos’è la frustrazione?
E’ la mancata gratificazione di desideri, oppure l’impedimento alla soddisfazione di un bisogno.
Si ha quando in un ambiente sociale un ostacolo blocca il conseguimento di un fine da parte di una persona che sia motivata a conseguire quel fine.
Le norme sociali non sempre favoriscono l’esistenza: molte norme vincolano l’azione, al punto che impediscono la soddisfazione anche dei più leggittimi desideri (noi sappiamo quali!).
I fattori sociali della frustrazione riguardano la società e quindi l’appartenenza a un certo ambiente ( nella fattispecie il “comparto” della sanità).
Una stessa esperienza di mancata gratificazione, però, può essere percepita da una persona come sgradevole o umiliante, mentre per un’altra può essere stimolante.
L’impossibilità di soddisfare immediatamente un desiderio è utile stimolo di ricerca di nuove soluzioni. Quanto maggiore è la motivazione, tanto più rilevante sarà la tendenza a persistere nella conquista di quella gratificazione che è impedita dalla persistenza dell’ostacolo.
La frustrazione può causare reazioni negative in parte inconsapevoli di ansia, angoscia e apatia, ma può attivare positivamente la cooperazione fra i soggetti che la subiscono.
Per “non gettare la spugna”, quest’ultimo è il meccanismo psicologico che dobbiamo sfruttare favorevolmente per centrare, proponendo nuove soluzioni, gli obiettivi comuni della professione.
Dall’analisi a posteriori dei pensieri, delle opinioni e degli sfoghi che ho avuto modo di ascoltare e di scambiare con tanti colleghi, si evince che:
- c’è chi avrebbe preferito fare l’animatore in un villaggio turistico;
- c’è chi ha avuto l’opportunità di fare il politico ma per integrità morale ha lasciato lo spazio ad altri in un sistema ritenuto opportunistico e iniquo ;
- c’è chi con la vocazione di farsi prete o suora vi ha rinunciato per aiutare gli altri facendo il Fisioterapista;
- c’è chi avrebbe fatto lo scrittore ed il poeta a tempo pieno sentendosi più gratificato;
- c’è chi avendo delle innate caratteristiche e doti di Manager le ha investite in questa professione intellettuale e n’è rimasto schiacciato dalla consolidata specializzazione nel ruolo di manovale;
- c’è chi, invece, dopo anni di abnegazione e di lavoro come professionista sanitario laureato, plurilaurato, specializzato, master…izzato della riabilitazione è giunto alla conclusione che per sentirsi più soddisfatto avrebbe dovuto fare il manovale (in edilizia!); ………
A parte lo scherzo, ci sono molti colleghi, quindi, che sono amaramente pentiti per aver scelto una professione così importante quanto bistrattata (e lo capisco!), ma ci sono altri che ancora credono in essa e continuano a reagire contro questo stato di cose avverse, a resistere all’immensa frustrazione e a insistere nella lotta per i propri diritti.
Alfonso Gatto, uno dei più accesi tra i protagonisti dell’ermetismo, scrive: “Ci sono momenti della storia, nei quali l’ordine morale degli uomini è così sovvertito che la vita sembra ritrarsi da noi per abitare altri spazi, altri luoghi. “Resistere” significa contrastare una forza che agisce contro di noi, che minaccia di superarci e che ci invita a cedere. “Resistere” significa durare al limite della nostra tenacia e della nostra pazienza fisica. È una prova che scegliamo nell’atto di essere, un convincimento interiore per una ragione ultima.”
Quest’articolo, a dispetto delle difficoltà e degli ostacoli incontrati, vuole essere un invito a non mollare.
La frustrazione non deve impedirci di insistere nel combattimento per ciò che ci tocca di diritto ma deve farci reagire alle ingiustizie di cui siamo oggetto e resistere per esistere da veri Professionisti Sanitari.
* Dottore in Fisioterapia / Dottore Magistrale in Scienze Riabilitative
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